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Per lungo tempo si è pensato alle inserzioni su internet come a un’aggiunta agli spot pubblicitari su altri media. Oggi i manager del marketing delle principali aziende cominciano a concepire l’advertising in rete come una parte di una strategia complessiva e coerente che viaggia su diversi media complementari. Non solo: i manager hanno compreso che la pubblicità online riqualifica innovativamente il significato stesso del marketing. Aumenta quindi l’attenzione per l’advertising online, aumentano i budget, cambia la creatività, il marketing diventa ascolto quanto comunicazione. Uno studio dell’Economist Intelligence Unit, basato su interviste con 228 top manager internazionali, ha messo in luce che il 43% di queste grandi aziende due anni fa non faceva alcuna pubblicità online. Oggi solo l’8% non investe in rete. E solo il 2% prevede di non spendere nulla in rete tra due anni. L’88% delle grandi imprese considerate dalla ricerca pensa di aumentare l’investimento su internet nei prossimi due anni, mentre il 20% aumenterà il budget destinato alla televisione e il 24% lo diminuirà. Il vero scopo dell’investimento in rete è la conquista di nuovi clienti, la fidelizzazione di clienti acquisiti, la gestione di transazioni informative e anche di affari. Non si tratta più di un monologo, dunque, ma di dialogo. Sta maturando, insomma, tutto quello che si diceva fin dagli anni Novanta. I visionari di un tempo vedono bene. Fonte: Luca de Biase, Nòva, Il Sole 24
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