Prima il dovere, poi il piacere. Secondo una ricerca dell’università di tecnologia del Queensland, l’appeal dei navigatori è molto più attratto da "business, affari e commercio" piuttosto che da "sesso, pornografia ed erotismo”. Ironia della sorte, il merito non va ai manager globalizzati ma a "mamme, papà e nonni" che hanno preso il pieno possesso della rete.
Anche internet, secondo la ricerca, ha ampiamente superato la sua fase di "giovinezza". Gli utenti sono aumentati e gli interessi sono mutati piuttosto radicalmente. Se quindici anni fa gli argomenti legati al sesso toccavano punte del 17%, oggi, a stento si raggiunge il 4, ad essere precisi, un casto 3,8%. Niente in confronto al 30%, picco a cui sono balzati i siti legati al mondo degli affari.
Lo studio ha analizzato circa 30 milioni di "sessioni" effettuate su diversi motori di ricerca, concentrandosi sulle ricerche dei cittadini sparpagliati tra Stati Uniti, Europa e Australia. Dopo affari e commercio in ordine si sono classificati: persone, viaggi, luoghi, computer e internet, salute, istruzione e intrattenimento.
Si è moltiplicato il numero delle donne che cercano in rete. Negli anni '90 erano per lo più maschi e giovani, ma ora la demografia del web è cambiata: a navigare in internet vi sono mamme, papà e nonni, uomini d’affari e professionisti di ogni ramo, un campione rappresentativo della popolazione generale.
Fonte: la Repubblica, 11/09/06