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Cominciamo con un dato particolare: l'IKEA, nota multinazionale d'arredamento svedese, ha negli ultimi due anni fatto incetta di premi. Nel 2006 ha vinto in diverse categorie ai prestigiosi Clio Awards, che dal 1959 premiano le migliori creazioni pubblicitarie mondiali. Quest'anno invece ha ottenuto riconoscimenti per il suo sito web ai Webby Awards, vincendo nella categoria "Best navigation/structure" e conquistando il People's Voice Award nella categoria "Best visual design - aesthetic". Ciò significa che il successo dell'azienda e del proprio sito internet vanno di pari passo? Forse. Certo, l'IKEA è l'azienda nel settore arredamento più grande al mondo, con quasi 300 punti vendita in 35 paesi in tutto il mondo, ma non riteniamo sia solo per questo che il suo sito (che contiene circa 12.000 prodotti) vede ogni anno le visite di quasi 300.000 utenti. Ciò che sta dietro al successo del suo sito internet è l'investimento nella qualità grafica e di contenuto, e la facilità di navigazione. Per una grande azienda è ormai quasi obbligatorio avere un sito web di qualità, perché i clienti in certo qual modo lo esigono. Ma in Italia da questo punto di vista, sempre nel settore dell'arredamento, sono poche le aziende che possono vantare un sito completo, aggiornato e fruibile con facilità. Si tratta, sfortunatamente, solo dei costruttori d'arredamento più grandi e famosi. Per esempio Scavolini è una di questi, almeno da quando ha rifatto nuovo il suo precedente sito, puntando molto di più sull'interazione con l'utente e sulla qualità grafica, ma anche sulla semplicità nella navigazione (al di là dell'espediente ben poco originale di una "assistente virtuale" nella homepage). Foppapedretti, altra grande marca italiana, dispone di un sito che punta sulla semplicità nella trasmissione delle informazioni ed è senz'altro ben strutturato. Ma fin qui parliamo di grandi aziende. Quando andiamo a vedere le realtà più piccole il discorso cambia. Il primo problema per il visitatore è quando il sito in questione non è visitabile, per vari motivi. Talvolta capita anche che il sito non sia più rintracciabile, forse perché è stato disabilitato, senza però comunicarlo con un apposito messaggio. Altre volte accade d'imbattersi in un messaggio simile: "il tal sito ha cambiato gestione, a breve ritornerà in funzione". Ma quanto "a breve" non è dato sapere, e spesso si tratta di un tempo indeterminatamente lungo. Può addirittura succedere che aprendo un certo sito, magari molto promozionale ma molto poco professionale, si venga aggrediti da virus. Al di là di questi problemi di base, alcuni siti si presentano poi con un'eccessiva quantità di link promozionali, anche esterni all'azienda, che non fanno altro che rendere meno agevole e chiara la navigazione. Oppure, al contrario, la semplicità d'impianto è talmente scarna da rasentare l'inconsistenza: non è certamente un bel biglietto da visita per l'azienda in questione. Un altro difetto si riscontra quando viene concesso troppo spazio a lunghe pagine scritte: soprattutto in un ambito come l'arredamento, il cliente desidera vedere le immagini degli oggetti che gli interessano, e si preoccupa meno di leggere la storia dell'azienda o di come un oggetto viene importato e lavorato. Intendiamoci, possono essere anche informazioni interessanti, ma se non sono supportate da un'adeguata quantità e qualità di immagini degli oggetti in questione, è probabile che l'utente non ritenga di doversi soffermare a leggere, ed esca dal sito. Dopo una rapida occhiata ai principali difetti dei siti d'arredamento di medio-piccole aziende italiane, ci si accorge di quanto ancora internet non sia affatto padroneggiato dalla maggior parte di esse. Eppure l'ecommerce sta ormai diffondendosi anche da noi. Se vogliono rimanere al passo col nuovo mercato, le imprese dovranno puntare molto di più anche sul business online. |